

C’era una volta uno
gnomo che abitava in una piccola casetta ai confini della foresta.
Un giorno lo gnomo
decise di andare nel bosco in cerca di funghi.
Mentre stava camminando
incontrò una strega.
La strega arrabbiata gli
disse che i funghi erano i suoi perché erano nati sul suo terreno.
Lo gnomo chiese scusa e
domandò cosa potesse fare per farsi perdonare.
La strega gli rispose
che doveva andare a sconfiggere il fiore divoratore di uomini che si trovava ai
confini dell’orizzonte nelle grotte della paura e portare in dietro la corona
del potere altrimenti il suo villaggio sarebbe stato trasformato in pietra.
Lo gnomo impietrito
accettò la sfida che gli aveva proposto la strega.
Mentre camminava
tristemente pensando a come potesse compiere quella difficile impresa,
all’improvviso sentì una voce.
-
Non ti preoccupare, ti
aiuterò io –
Lo gnomo si guardò
intorno per capire da dove provenisse quella flebile vocina.
Ai piedi di una
maestosa quercia c’era un piccolo funghetto che sorrideva allegramente.
Lo gnomo raccolse il
funghetto domandandogli in che modo lo avrebbe potuto aiutare.
Il funghetto lo
tranquillizzò rivelandogli il potere che possedeva: una polverina magica che
poteva immobilizzare qualunque essere che si trovasse vicino a lui.
I due si misero in
cammino e… camminarono, camminarono per giorni e notti; quando all’improvviso
una fitta nebbia li avvolse.
Proseguirono
infaticabilmente e al diradarsi della nebbia si trovarono davanti alle grotte
della paura.
Coraggiosamente
entrarono nelle grotte immerse nell’oscurità.
Videro una luce in
lontananza che brillava intensamente: era la luce che emanava il fiore e il
bagliore della corona.
Il funghetto avvertì lo
gnomo di allontanarsi perché doveva sprigionare la sua polverina per
immobilizzare il fiore.
La pianta carnivora,
quando vide il funghetto avvicinarsi, tentò di afferrarlo ma il fungo cominciò
a girare vorticosamente verso l’alto sprigionando la polverina.
Il fiore si pietrificò
con la bocca spalancata.
Lo gnomo potè prendere
la corona ed insieme al fungo si diresse verso l’uscita.
Uscirono appena in
tempo perché la grotta incominciava già a sgretolarsi.
Si diressero
velocemente verso il castello della strega.
La strega afferrò la
corona e la indossò ridendo soddisfatta.
Dopo qualche istante
cominciò ad incenerirsi: LA CORONA POTEVA ESSERE
INDOSSATA SOLO DA PERSONE DI BUONI SENTIMENTI.
Il villaggio fu
finalmente salvo.
LAVORO ESEGUITO DAGLI ALUNNI DELLA CLASSE TERZA DEL PLESSO DI CAGNANO AMITERNO (AQ)
ANNO SCOLASTICO 2004-2005
INS. SCIARRA GIUSEPPINA