La città grigia
di Emanuele Cardani
In un lontano paesino,
disperso nel mondo, viveva un vecchio mago egoista che aveva
rubato le sementi dell'arcobaleno per tenersele solamente per
sé.
In un giorno di pioggia, il mago si prese il raffreddore e
starnutì mentre
piantava i preziosi semi, che, trasportati dal vento, volarono
via. Finirono sopra una città dove pioveva sempre: lì gli
abitanti erano disperati, non sapevano più che fare per vincere
la noia e la tristezza, i bambini avevano una voglia pazza di
uscire a giocare al sole, di vedere i brillanti colori della
natura che un tempo "regnava" in quel luogo, ora tanto
triste e desolato.
Appena i semi toccarono il terreno inzuppato d'acqua, spuntò l'arcobaleno che fece da ombrello alla città riparandola dalle piogge torrenziali che imperversavano su di essa, ormai da parecchi anni.
La città
tanto grigia, come per incanto, tornò a splendere di tutti i
suoi
bei colori. Le piante fiorirono colorando qua e là di giallo, di
rosso e di
viola i muri spogli delle case; gli alberi crebbero forti e
rigogliosi
rinverdendo tutto quel grigiore; l'erba e i fiori spuntarono nei
prati
incolti e i bambini poterono finalmente scorrazzare nel verde,
rotolarsi
sull'erba, scaldarsi al sole e soprattutto osservare lo
spettacolo della
natura.
Gli
abitanti, che avevano da tempo dimenticato tutto ciò, presi dal
loro
giornaliero andirivieni, rimasero sorpresi davanti a tante
meraviglie,
uscirono dalle loro abitazioni e festeggiarono l'arco multicolore
con
armoniose musiche, allegri balli e pranzi su tavole imbandite di
ogni ben di Dio.
Quando la
sera l'arcobaleno scomparve, lanciarono in cielo fuochi
d'artificio di mille colori così che il mago potesse capire la
gratitudine e
la gioia della gente che finalmente aveva potuto riscoprire la
bellezza
della natura.
Da quel
giorno il mago capì che avrebbe potuto essere veramente felice
solo dividendo con gli altri il suo magico "tesoro" e
così iniziò a spargere i semi in tutto il mondo diffondendo le
meraviglie che aveva gelosamente custodito.