Riccio di mare. Nome volgare riferito alle circa 700 specie di echinodermi, dotati di gusci rigidi e quasi sferici, composti da numerose placche ossee accostate fra loro. Sparsi sulla superficie del guscio si trovano corpiccioli simili a bottoni, chiamati sferidi, che si pensa possano essere gli organi dell'equilibrio; fra gli aculei vi sono piccole strutture a forma di tenaglia, chiamate pedicellarie, che vengono usate per la pulizia e per la difesa. I ricci di mare si muovono nell'ambiente per mezzo di aculei mobili di lunghezza variabile. Bocca e ano sono localizzati ai poli opposti del corpo dell'animale e il complesso apparato masticatore, chiamato lanterna di Aristotele, consiste di cinque mandibole convergenti e di piastre ossee accessorie. I ricci di mare si nutrono di vari tipi di materia organica, comprese piante, animali e rifiuti. Alcune specie, come Echinocardium cordatum, non hanno mandibole e si muovono sotto la sabbia o il fango alla ricerca di cibo. Alcune sono velenose, mentre altre sono commestibili. A differenza delle specie pił evolute, i ricci di mare primitivi non presentano branchie attorno alla bocca. Classificazione scientifica: I ricci di mare appartengono alla classe degli echinoidei; le specie con e senza branchie appartengono rispettivamente agli ordini dei centrechinoidi e dei cidaroidi. (fonte: Enciclopedia Microsoft Encarta 99)

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