Ludicita’ ed educazione:

l’esperienza del centro socio-educativo “il faro”  di San Salvatore di Cogorno

di Antonino Calogero

Il Centro Socio-Educativo “Il Faro” di San Salvatore di Cogorno in provincia di Genova è nato nel 1997 come struttura educativa rivolta ai minori in situazioni di disagio sociale, scolastico, psicologico, familiare, relazionale, per poi aprirsi gradatamente a minori che non manifestavano problemi particolari ma che semplicemente desideravano frequentare un ambiente dove sono favoriti la socializzazione e lo sviluppo di interessi ed attitudini in un contesto formativo ed educante. Gestito da 4 educatori della Cooperativa Sociale “Lanza del Vasto” (associazione di ispirazione cattolica che dal 1985 opera nell’ambito dei servizi sociali ed educativi in tutta la Liguria) il Centro “Il Faro” si pone oggi all’avanguardia come struttura educativa diurna a sostegno della famiglia, rivolta ai minori frequentanti le scuole dell’obbligo.

Nel periodo scolastico il Centro è aperto da lunedì a venerdì dalle 14,30 alle 19,00, mentre nel periodo estivo copre anche alcune mattine.

“Il Faro” è un luogo dove il bambino è accolto con i suoi bisogni e con i suoi desideri e con quel complesso di domande ed esigenze di bene, di amore, di felicità, di verità e di bellezza che costituiscono il cuore dell’uomo. “Il Faro” è il tentativo non di risolvere i problemi dei minori e delle famiglie, ma di accompagnare i minori e le famiglie nella ricerca dei criteri di affronto della realtà. Cerchiamo di ascoltare e di accogliere, non di fare analisi e progetti sui bambini. Cerchiamo di costruire rapporti liberi nei quali aiutare i ragazzi a costruire il loro cammino e stando insieme magari a correggere ( = reggere con, sostenere insieme) gli errori. La nostra esperienza ci ha portato a constatare come anche nelle situazioni più difficili i bambini possano trovare risorse inimmaginabili e come anche a distanza di poco tempo possa cambiare tutto. Spesso l’imprevisto è la sola speranza. E l’imprevisto accade in un rapporto. Anzi, il rapporto con l’educatore è già un imprevisto che accade nella vita: la vita ti dà lo stupore di vedere qualcosa di diverso.

L’opera educativa presso il Centro si svolge attraverso una pluralità di iniziative e di attività: sostegno scolastico; orientamento e inserimento scolastico e lavorativo; attività ludico-sportive; laboratori; gioco educativo, creativo ed espressivo; gite; mostre; spettacoli; tornei; consulenza educativa per le famiglie; manifestazioni ed attività culturali legate alla realtà minorile e familiare.

Ampio spazio è quindi dedicato al gioco nelle sue molteplici espressioni.

Molto utilizzati sono i giochi di carte (Scala Quaranta, Machiavelli, Poker, Tappo, Omino Nero) e in particolare Uno (rivelatosi particolarmente adatto anche per bambini con deficit intellettivo). Tra i tradizionali giochi da tavolo largo spazio hanno Trabocchetto, Tris, Forza Quattro, Master Mind, che vengono apprezzati per la loro velocità. Infatti i giochi astratti hanno ben scarsa presa sui nostri ragazzi. Anche il vecchio Cluedo è ancora valido e divertenti sono anche i giochi a quiz, purché non se ne abusi come avviene in televisione.

Ma soprattutto caratteristica del nostro Centro è l’utilizzo di giochi di simulazione sportiva e storica. Vista la difficoltà a reperire sul mercato giochi da tavolo di questo tipo adeguati alle nostre necessità, molto spesso utilizziamo giochi di nostra invenzione oppure modifichiamo giochi esistenti troppo complessi riadattandoli ai nostri ragazzi.

In ambito sportivo abbiamo il mitico Subbuteo e simulazioni di nostra produzione per quel che riguarda Vela e Formula 1. Stiamo per introdurre anche il ciclo-tappo.

In ambito storico vanno di più i giochi di affari di quelli di guerra. Si gioca con la vecchia Conquista del West; con Giovanna d’Arco e Carcassonne (riadattati) e con SPQR, Carlo Magno, Capitani di Ventura e Colonie (di nostra produzione). Va notato che in questi giochi i ragazzi riescono spesso a costruire non solo strategie di gioco, ma veri e propri percorsi all’interno del gioco che li portano non tanto (o non solo) a cercare di vincere, quanto a realizzare ed interpretare un loro mondo, espressione della loro personalità, all’interno del gioco. Ad esempio, ci sono bambini che allevano cavalli o che colonizzano il Nord America, non tanto perché queste azioni siano finalizzate a vincere, ma perché nel gioco trovano possibilità di costruzione che gratificano i desideri e le aspirazioni del loro universo psico-affettivo.

In questa prospettiva abbiamo recentemente cominciato ad introdurre con successo i giochi di ruolo.

In estate il nostro Centro diventa balneare (siamo in Liguria). E allora via con beach-volley, beach-calcio, beach-bocce, castelli di sabbia, palloncini e le nostre spettacolari piste per biglie.

Durante tutto l’anno grande spazio viene poi dato alle attività ludico-sportive che costituiscono non solo un elemento importante per l’educazione psico-motoria dei minori, ma soprattutto un ambito fondamentale del percorso educativo mirante alla formazione della loro personalità. Tra le diverse discipline che si possono praticare vi sono: calcio, pallavolo, palla-tennis, basket, arti marziali, bowling, percorsi ginnici, corsa e marcia all’aperto. Gli educatori si fanno carico anche di valutare le potenzialità agonistiche dei minori, orientandoli nella pratica di determinate discipline sportive adatte alle loro esigenze e capacità e seguendo anche il loro inserimento presso le società sportive presenti sul territorio.

La dimensione ludica è essenziale anche nei nostri laboratori. Nel Centro le attività di laboratorio sono considerate utili ed importanti, ma riteniamo che ne debba essere fatto un uso intelligente, mirato e finalizzato a precisi obiettivi educativi. Il Centro è un ambiente che accoglie, dove l’attenzione è mirata innanzi tutto alla persona, non alle attività da fare. Quindi i laboratori hanno sempre avuto carattere facoltativo e non costrittivo, per ragazzi già sottoposti a tante costrizioni e che difficilmente (e giustamente) mal tollerano imposizioni di cui non sono date le ragioni. Se è importante il fare, perché è solo nel mettersi in azione che il minore può fare esperienza, è ancora più importante la modalità con la quale il ragazzo viene messo in moto. E un percorso educativo autentico presuppone che un ragazzo venga messo in moto dalla curiosità e dal desiderio suscitati dal fascino di un’esperienza messa in mostra da un adulto. Offrire possibilità di costruzione, di bellezza, di lavoro, di creatività, di soddisfazione personale, di espressione di sé e delle proprie capacità: questi sono stati i nostri laboratori. Tra questi possiamo segnalare: il presepe, il laboratorio audio-visivo (fotografia, stereo, televisore, video-registratore, video-camera), il laboratorio teatrale e le tante attività artistiche e artigianali.

Infine bisogna dire che la componente ludica è un elemento importante anche per il nostro lavoro più propriamente didattico. Ma di questo parleremo un’altra volta.

E buon divertimento!

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