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Scatolé: una mostra gioco per bambini Una
scatola chiusa è un invito ad esplorare, segnala la presenza di un
contenuto speciale, degno di essere protetto e custodito, e generalmente
non si resiste al richiamo del contenitore, all'impertinenza di violarlo
o alla tentazione di comprarlo. Ma
il fascino della scatola non si esaurisce con la sua apertura: una volta
svelato il suo contenuto ci si ritrova tra le mani un oggetto dalle
infinite possibilità, un "fuori" che può contenere o
diventare qualsiasi "dentro"
con i ritocchi opportuni. Questo per i bambini è così scontato che
possono benissimo fare a meno del pretestuoso contenuto, e partire
direttamente dalla scatola, che poi è anche un' idea, un concetto e
soprattutto una realtà attraverso la quale è possibile leggere e
investigare il mondo circostante, naturale ed artificiale.
La
mostra "Scatolè", presente a Campobasso dal 25 maggio al 29
giugno presso "l'Incubatore" di Via Monsignor Bologna,
accompagna scolaresche e gruppi di bambini dai 4 ai 10 anni attraverso
un percorso interattivo che parte proprio dal concetto più generale di
scatola. Dopo un breve discorso introduttivo i bambini vengono
accompagnati all'interno di un labirinto le cui pareti sono coperte da
pannelli fotografici con i soggetti più vari: cosa hanno in comune un
uovo, una noce, un palazzo, una zucca, un computer, una testa, il
pancione di una mamma incinta? I
piccoli familiarizzano con l'idea di scatola come elemento costante e
funzionale della realtà, quindi, usciti dalla scatola-labirinto, sono
pronti ad accedere alle altre sale della mostra-gioco, dove possono
agire in libertà esplorando ambienti ed oggetti -contenitori, veicolo a
seconda dei casi di esperienze musicali, motorie, creative e di
apprendimento di concetti geometrici e matematici di base. Tutto
avviene con l'assistenza degli animatori e delle organizzatrici della
mostra, Alessia e Laura dell'associazione "Nasinsù", che ha
portato Scatolé a Campobasso. Entrando
nel vivo della mostra si nota subito il “Mubile” , l’oggetto più
imponente e misterioso. Si tratta di un grosso mobile multifunzionale
composto di 12 moduli ( 90 x
90 x 90 cm) uniti in sei coppie uguali per struttura interna. I diversi
moduli permettono un'esplorazione ed una manipolazione con esiti diversi
e sorprendenti. Si
possono tirar fuori scale per arrampicarsi , ci sono portelli girevoli
che celano oggetti inaspettati o ambienti a specchio, settori per
esperienze tattili con riso, spugne, pietrine e legumi, cui si accede
infilando le mani in invitanti tubi colorati. Si è poi spinti ad aprire
decine di irresistibili cassetti e schedari che svelano raccolte di
oggetti, materiali, immagini o altri contenitori. Scatole
che contengono altre scatole, scatole che contengono rumori, scatole che
contengono colori, il tutto in una struttura in legno dall'aspetto
austero, esteriormente simile ad un oggetto "adulto", ciò che
stimola la curiosità dei bambini e li invita a toccare, infilarsi,
percuotere e far suonare, guardare e ribaltare in tutta libertà
scoprendo un mondo vario e insospettato.
Nella stessa sala i piccoli visitatori hanno la possibilità di
sedersi e mettersi al lavoro in un laboratorio creativo, dove hanno a
disposizione (oltre a pennarelli, pastelli, adesivi e nastri adesivi)
una grande varietà di scatole, cannucce, stoffe e cartoncini da
combinare ed assemblare. Questa rielaborazione della scatola ha, come si
può immaginare, esiti che vanno dall’inintelligibile
(almeno, per un adulto) al sorprendente. I lavori divengono poi parte
integrante della mostra, che si arricchisce volta per volta di macchine
fotografiche, lanciamissili, bamboline, automobili, gatti con le
antenne, caminetti, caramelle, caramelle con sinistre diciture del tipo
“avvelenata per la zia”, robottini e quant’ altro un semplice
contenitore possa suggerire alla fantasia di un bambino. Le scatole
possono essere anche costruite come pacchi postali, affrancate e quindi
spedite attraverso apposite cassette nel “laboratorio della posta”,
mentre nell’attiguo “teatro della musica” le stesse diventano
strumenti musicali, o sono gli strumenti musicali a diventare scatole, a
seconda dei casi e dei punti di vista. Vengono suonati tamburi costruiti
con materiali di recupero, bastoni della pioggia, contenitori vari
riadattati a sorte di maracas, oppure si può far musica con un grosso
cubo arancione che riproduce, secondo una accattivante estetica “scatolosa”,
una chitarra con le corde poste di lato e le chiavi per l’accordatura
che sporgono dall’alto, con tanto di buco della cassa armonica, la
cosiddetta “rosa”. La domanda è: la cassa armonica è una scatola?
La chitarra scatola pare la risposta più chiara ed esauriente a questa
domanda.
L’ultimo elemento di questa sala è un grosso tubo blu con
all’interno degli specchi deformanti a cui neanche gli adulti sanno
resistere. Io stesso - e con me due pompieri in uniforme – ci ho fatto
un giro dentro. Va detto che gli specchi sono un elemento ricorrente
della mostra, come fattori riproduttivi di uno spazio illusorio e
caleidoscopico. E’ infatti parte integrante del percorso una
“stazione degli specchi” dove è possibile modulare e creare lo
spazio attraverso l’apertura e la chiusura di pannelli appesi alle
pareti, sempre con lo scopo di meravigliare e suscitare curiosità. Nella
terza sala infine si sperimentano concetti geometrici e
logico-matematici. Si gioca coi volumi riempiendo dei solidi con il
sale, misurandone poi la quantità per apprendere come a forme diverse
possano corrispondere volumi uguali. Si costruiscono poi, sempre con
l’aiuto degli animatori, solidi in legno sovrapponendo uno strato per
volta e si può verificare il passaggio da bidimensionalità a
tridimensionalità grazie a un pannello sul quale figure diverse e
distese si trasformano in volumi. Lo
stesso concetto è applicato in una sezione con grandi scatole colorate
ed in materiale morbido, distese secondo forme diverse su un tappeto
dove i bambini, scalzi, possono costruirsi le differenti forme
dall’interno, ovvero chiudersi in questi grossi cubi e piramidi e
riuscirne capriolando sul tappeto tra grandi risate, allo stesso tempo
sperimentando direttamente e fisicamente le dimensioni interne ed
esterne delle varie figure. Fa
infine parte della mostra, anche se purtroppo non ho avuto modo di
vederla, una scatola buia di grandi dimensioni all’ interno della
quale è possibile ammirare la volta celeste con le fasi lunari. Quello
dell’universo come una grande scatola è un paragone affascinante e
stimolante non solo per un bambino, anzi va detto che la categoria della
“scatola” così com’è affrontata in questa sede pare niente
affatto scontata . Ci si accorge di questo anche parlando con gli
adulti, che a volte paiono restii a comprendere il significato generale
di una mostra così concepita. “Ma si tratta di giochi in scatola?”
ci si può sentir dire, od anche “Sì, ma scatole di che?”. Quindi
un plauso ed un grazie a tutte le persone che stanno dietro
un’iniziativa del genere, motivo per tutti di riflessione sul gioco e
sulle cose. Concludendo,
si tratta nel complesso di un percorso ludico ben strutturato, con un
linguaggio studiato anche per i più piccoli e che rappresenta
un’attività significativa e formativa attraverso l’esperienza
diretta del gioco. Dal punto di vista dei bambini è soprattutto – e
per fortuna – un gran divertimento: giocare in questo modo con le
forme a tre dimensioni diviene, nella sua semplicità e naturalezza, un
bene da promuovere e tener vivo accanto alle diffuse forme di gioco su
video che coinvolgono ed attraggono anche i più piccoli. Scatolé,
visto anche il grande successo registrato, riesce senz’altro in questo
intento per cui vanno fatti i dovuti ringraziamenti all’associazione
“Nasinsù” , nella persona dell’ arch. Alessia Fusco, che ha
portato la mostra in città come referente Abruzzo e Molise del MUBA -
il Museo dei bambini di Milano, che ha ideato il tutto e che è in grado
di portare le proprie strutture in tutta Italia. Oltre a “Scatolé”
ci sono altre mostre a tema, sempre a cura del MUBA, che attraverso il
gioco educano ed introducono ai concetti di design, comunicazione,
denaro, per l’approfondimento delle quali si consiglia una visita al
sito www.muba.it
. Infine
vanno ringraziati l’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso
e l’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Molise che hanno
patrocinato e sostenuto l’iniziativa, rendendola gratuita per tutti. Per
ulteriori informazioni su “Scatolé”: Associazione
Nasinsù – arch. Alessia Fusco – piazza della marina 2/4 – 65126
Pescara – tel. 3335781044 e-mail: nasinsu@libero.it MUBA – Museo dei bambini di Milano, Via Matteo Bandelio, 18 – 20123 Milano – tel. 02 4981980 |