LE VARIANTI NEL GIOCO

 LA DAMA

Ho intitolato questa puntata “la Dama”, anche se in verità il termine resta molto vago. Un gioco di dama in assoluto infatti non esiste. Esistono molte Dame, ognuna più o meno sostanzialmente differente dall’altra, ognuna radicata in un ambito geografico più o meno ampio, ognuna con i suoi strenui ed appassionati ‘adepti’.

La Dama è quindi il gioco più adatto per entrare nel vivo della rubrica.

Va precisato che non è l’unico gioco caratterizzato dall’essere privo di una versione universale, ma sicuramente è quello più noto nel mondo occidentale ed in un certo senso anomalo, perché nonostante la globalizzazione imperante, ha resistito fino ad ogni ad ogni tentativo di standardizzazione.

 

LE VARIANTI TRADIZIONALI

Esistono diversi ceppi nazionali, vediamoli sinteticamente. Per comodità, nell’elencare le principali differenze mi riferirò alla dama italiana, perché più nota qui da noi, ma potrei prendere a riferimento qualsiasi altra versione.

 

Dama italiana

Si contende con la variante inglese il primato di anzianità (XV secolo, ma alcune testimonianze potrebbero far risalire il gioco al XII-XIII secolo), si gioca su un tavoliere di otto case per otto, con dodici pedine bianche e dodici nere. Non credo sia necessario spiegare in questa sede le regole perché quasi universalmente note o comunque facilmente reperibili in qualsiasi manuale di giochi o enciclopedia, vale la pena di soffermarsi su quella che è la sua caratteristica peculiare, che la rende diversa da tutte le altre: “le pedine non possono mangiare le dame”.

Sembrerà ai più una regola cardine del gioco, una specie di pilastro che sostiene tutta la struttura ed invece è una regola tutta italiana, direi quasi ‘cavalleresca’, che non si ritrova in nessun altra versione del gioco.

La dama italiana è diffusa solo in Italia

 

Dama inglese

Già qui sorge un problema perché inglesi ed americani non si sono messi d’accordo nemmeno sul nome che varia da Draugts a Checkers. Il materiale di gioco è lo stesso, ma gli inglesi chiamano le dame “king”, re. Le pedine possono mangiare le dame .. pardon i re, senza farsene scrupoli e, tanto per cambiare possono mangiare anche all’indietro, come i gamberi.

La dama inglese è diffusa in tutte le ex colonie britanniche.

 

Dama Spagnola

Anche per questa variante si usa lo stesso materiale di gioco, ma le differenza rispetto alla dama italiana sono molto più incisive. Mentre le pedine continuano a muovere e catturare come nella dama italiana (solo in avanti), ma le dame sono dei veri ‘guerrieri’, muovono infatti come gli alfieri degli scacchi, potendo con una sola mossa attraversare diagonalmente tutta la damiera e catturare un pezzo avversario che scavalcano lungo lo spostamento. Una vera rivoluzione nel gioco, che rende possibili una infinità di nuovi interessanti sviluppi di gioco.

La dama spagnola si gioca anche nel sud America.

 

Dama russa

Molto simile alla dama spagnola, le differenze sono troppo tecniche perché valga la pena di trattarle in questa sede.

 

Dama Olandese - Francese

I francesi giocano su tavolieri di 10 case per 10 con venti pedine per colore. Si tratta di una variante relativamente recente e risale al XVIII secolo.

E’ praticamente una estensione della dama spagnola, di cui conserva la mossa lunga della dama, ma aggiunge la convenzione inglese di far cattrare le pedine anche all’indietro.

 

Dama canadese

Qui entriamo nel campo dei “supereroi”! La dama canadese si gioca su tavolieri di 12 case per 12 e trenta pedine. Il gioco, abbastanza diffuso nel Canada francese negli anni ‘20 si complica notevolmente ed oggi è quasi abbandonato.

 

Vi sono altre varianti minori a carattere regionale o locale, come la dama tedesca, scandinava, frisone, triestina, ecc. ma non vale la pena di soffermarsi, gli esempi forniti già danno un’idea della ricchezza del gioco.

 

Un caso a parte vale per la dama turca, che in verità è talmente differente dalle altre tipologie, tanto da sembrare un gioco differente, innanzi tutto si gioca sulle case di entrambi i colori e la mossa delle pedine è ortogonale invece che diagonale, ed inoltre la posizione iniziale ricorda più quella degli scacchi che della dama, con tutte le pedine schierate su due file, a ranghi compatti sulal seconda e terza traversa di una damiera otto per otto.

 

I campionati e i tornei delle singole dame sono ovviamente locali e, fino a qualche anno fa non esisteva un ‘campione mondiale’ di dama.

Ma poiché i giocatori più forti di ogni nazione ambivano a confrontarsi tra loro, iniziarono alla fine del XIX secolo a disputarsi match internazionali, che successivamente furono trasformati in campionati mondiali.

L’iniziativa partì da Francia ed Olanda, che infatti tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento hanno monopolizzato questo tipo di campionati. Ed il gioco si svolse sulla variante olandese-francese, che assunse in un primo tempo il nome di dama polacca e successivamente di dama internazionale, che oggi è praticamente l’unica universalmente riconosciuta come tale, essendo defunti altri tentativi di ‘globalizzazione’ della dama.

 

LE VARIANTI DI FANTASIA

Ma oltre alle varianti tradizionali, come è facile immaginare, sono fiorite nel corso dei secoli una ricca messe di varianti di fantasia, spesso ottenute modificando alcune regole, spesso introducendo pezzi nuovi o condizioni di vittoria particolari.

 

Uno degli esempi più noti, che di fatto è presente in quasi tutti i giochi, è la dama a perdere (dama vinciperdi), in cui vince chi per primo riesce a farsi mangiare tutte le pedine, obiettivo non difficile nella dama perché la cattura dei pezzi avversari è obbligatoria.

 

La ricchezza delle varianti è tale che non è possibile qui affrontarne una trattazione sia pure sommaria, ma avremo occasione di riparlarne.

 

 

NOTE BIBLIOGRAFICHE

 

Sulla storia della dama e le varianti regionali:

H. J. R. Murray, A Preliminary Investigation into the History of Draughts. Birmingham 1916 (Bodleian Library, Oxford)

Lavizzari F., Il libro completo della dama. Milano 1958, 2ed. 1966

H. J. R. Murray, A History of Board-Games Other Than Chess, Oxford 1978

D. Parlett, the Oxford History of Board Games. Oxford New York, 1999

C. A. Fatter, Imparo la Dama. La Dama italiana e la Dama internazionale con un’appendice sul gioco del Filetto. Oscar Mondadori, Milano 1984.

Millard Hopper, Win at Checkers. Dover Pub. Inc., New york, 1956

Maxim La Roux, Complete Checkers and Draughts Player, Arco Pub. Ltd., London 1955

 

Sulle dame di fantasia:

J. Boyer, Parton V.R., Les jeux de dames non orthodoxes et autres jeux a pions. Paris 1956.

P. Gorini, Giochi di scacchiere giochi di piacere. 50 nuovi giochi divertenti, appassionanti, incredibili. Oscar Mondadori, Milano 1989.

 

  

Figura 1 e 2: Damiera italiana (a sinistra) e damiera inglese (a destra) a confronto, sono l’una immagine speculare dell’altra, non c’è grande differenza nella sostanza, basta abituarsi.

 

 

Figura 3: Una posizione di dama internazionale, se tocca al bianco questo, grazie allo strapotere della propra dama può catturare tutte le pedine nere e vincere la partita.

(soluzione: 1-29-42-26-3-14-32-49-35-24-15)

 

figura 4: La damiera con l’esercito schierato nella super-dama Canadese.  

 

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